Citomegalovirus

L’infezione da Citomegalovirus (CMV) è legata all’azione di un agente virale appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. Come altri agenti di questa famiglia, questo rimane in forma “dormiente” nell’organismo a seguito di un infezione primaria, con la possibilità di potersi riattivare. La riattivazione può determinarsi originando da siti diversi dell’organismo e per periodi di tempo prolungati.

Il CMV è l’infezione virale congenita più comune, con una prevalenza alla nascita che varia dallo 0,48 al 1,3%. Le infezioni congenite possono essere asintomatiche o sintomatiche; qualora risultino associate a sintomi possono essere particolarmente gravi. Sia i neonati sintomatici che quelli asintomatici sono a rischio di sviluppo di problematiche che riguardano lo sviluppo neuronale, principalmente la sordità.

L’infezione da CMV può esser contratta in modi diversi:

  • soggiornando nello stesso ambiente,
  • attraverso rapporti sessuali,
  • atteverso trasfusioni e trapianto d’organo.

Il CMV è stato riscontrato nelle urine, saliva, sangue, secrezioni nasofaringee, lacrime, secrezioni vaginali e cervicali, sperma, e latte materno.

Le donne in gravidanza vanno incontro ad infezione da CMV in una percentuale del 2.3% annuo; stessa percentuale dicasi per chi lavora in ospedale specialmente se a contatto con bambini(2,3%); chi lavora negli asili siamo attorno all’8.5%.

Altri gruppi a rischio d’infezione da CMV son: famiglie con un membro affetto da infezione da CMV, le adolescenti, immunocompromessi.

L’infezione primaria da CMV può causare febbricola e sintomatologia aspecifica (mal di gola, malessere generalizzato, raffreddore, mal di testa, stanchezza) anche se nel 90% dei casi non viene riferito alcun sintomo.

La diagnosi di infezione da CMV si ottiene attraverso un test cui deve sottoporsi la donna in gravidanza:

  • come parte di una valutazione diagnostica di malattia che ricorda la mononucleosi;
  • quando l’esame ecografico mette in evidneiza anomalie che facciano pensare ad un infezione congenita da CMV.

L’infezione da CMV nella donna in gravidanza può esser classificata come primaria o non primaria.

Si parla di infezione primaria quando questa si realizza durante la gravidanza. Essa si determina nel 25% dei casi, mentre nel restante 75% l’infezione si determina in donne che contraggono il virus già prima della gravidanza. (infezione materna non primaria).

In gravidanza il contagio del virus può portare ad una trasmissione dalla madre al feto attraverso la placenta, mentre se l’infezione si determina dopo la nascita probabilmente l’infezione è stata trasmessa al neonato durante il passaggio del feto nel canale del parto entrando a contatto con le secrezioni cervicovaginali o, in alternativa, da latte materno infetto.

Le donne che contraggono l’infezione durante la gravidanza sono quelle che presentano rischio maggiore di trasmissione materno-fetale e tale rischio sembra aumentare con il progredire dell’età gestazionale. Si passa infatti dal 5,2 % in epoca preconcezionale, al 16,4% in epoca periconcezionale al 36.5% nel primo trimestre al 40,1% nel secondo trimestre fino al 65% nel terzo trimestre.

Allorquando il neonato presenti sintomi legati all’infezione da CMV (neonati piccoli per età gestazionale, microcefalia, ventricolomegalia, corio retinite, epatosplenomegalia, trombocitopenia), l’indice di mortalità è di circa il 5%, mentre il 50-60% sviluppa deficit neurologici (in primis cecità e sordità oltre a disturbi motori e cognitivi).

Nela maggior parte dei casi però i neonati congenitamente infetti sono inizialmente asintomatici. Il 15-25% di questi neonati svilupperanno, entro i primi tre anni di vita, anomalie dello sviluppo neuronale con sordità.

Nel caso in cui durante la gravidanza vi sia sospetto d’infezione primaria da CMV o qualora a seguito di un esame ecografico si riscontrino segni che facciano pensare a questa infezione, è di fondamentale importanza ricorrere alla diagnosi prenatale invasiva (amniocentesi) al fine di capire se il feto ha contratto o meno il CMV.

Tenuto conto delle caratteristiche del CMV, di fondamentale importanza risultano le corrette abitudini da parte della donna in gravidanza al fine di prevenire l’infezione da CMV, quali:

●corretta igiene personale in gravidanza, specialmente lavar bene le mani con sapone e acqua dopo contatto con secrezioni orali, nasali e pannolini. Lavare le mani per almeno 15-20 secondi.

●evitare di baciare i bambini sotto i 6 anni sulle labbra o guancia, meglio baciarli sulla fonte o dar loro una carezza.

●non condividere cibo, bevande o utensili orali (forchetta, cucchiaio, spazzolino) con ragazzi giovani..

●pulire giocattoli, pavimenti e altre superfici che entrano in contatto con urina e/o saliva dei bambini

Condividi: