Fibromi

Dottore mi hanno detto che ho un fibroma, di cosa si tratta?

I fibromi, detti anche miomi o leiomiomi, sono i tumori benigni dell’utero di più frequente riscontro. Derivano dalla proliferazione delle fibre muscolari dell’utero (miometrio) e hanno un incidenza variabile tra il 20 e l’80% a seconda dell’età. Il picco d’incidenza si riscontra tra i 40 e i 50 anni.

Possono localizzarsi in sedi diverse ed in tal modo venir classificati in modo diverso. Se crescono verso l’esterno vengono detti sottosierosi; se originano e si diffondono del tessuto muscolare vengono detti intramurali; se sporgono all’interno della cavità uterina si chiamano sottomucosi.

Per quel che riguarda la sintomatologia correlata ai fibromi, il loro riscontro tanto può esser casuale tanto può associarsi a mestruazioni molto abbondanti fino all’anemia da carenza di ferro, dolore pelvico e talora anche irradiato alla schiena, odore ai rapporti sessuali.

Le categorie di donne più a rischio sono le donne di razza nera, le donne obese e quelle che non hanno mai avuto gravidanze. Importante è anche considerare la familiarità. Ma come crescono i fibromi? Il principale nutrimento dei fibromi sono gli ormoni dell’età fertile che regolano il flusso mestruale, gli estrogeni e il progesterone. Infatti, in menopausa, questi fibromi, non venendo più nutriti dagli ormoni,tendono moderatamente a ridursi di volume fino a calcificarsi.

Come affrontare il problema ?
La terapia può essere medica o chirurgica a seconda della sede del fibroma e della sintomatologia.

Se il fibroma è intramurale e associato a flusso molto abbondante la terapia di scelta si basa sull’utilizzo di un farmaco, ulipristal acetato, per 6 mesi ottenendo,nella maggioranza dei casi, una netta riduzione del volume del fibroma.

Nel caso in cui il fibroma è sottosieroso e sintomatico (dolore pelvico, disturbi urinari, dolore ai rapporti sessuali o dolore alla schiena) si può intervenire chirurgicamente con la laparoscopia o laparotomia.

Se il fibroma sporge all’interno della cavità uterina di può invece intervenire con l’isteroscopia.  Sicuramente l’ecografia è fondamentale per mappare i fibromi al fine di capire il corretto iter terapeutico.

Dr. Luigi Caserta – Ginecologo Pordenone – Facebook.com/GinecologoPordenone

Condividi: